Categoria: Meditazione

IL SUPER POTERE DEL RESPIRO

“Il respiro è il ponte che collega la vita alla coscienza, che unisce il corpo ai nostri pensieri. Ogni volta che la vostra mente si disperde, utilizzate il respiro come mezzo per prendere di nuovo in mano la vostra mente” (Thich Nhat Hanh)

Il respiro è energia e distribuisce forza vitale in tutto il corpo. Crea un collegamento e una comunicazione tra il mondo interiore e quello esteriore. La vita comincia con il primo e finisce con l’ultimo respiro, Dalla nascita in poi maturiamo dei modi per rispondere alle situazioni più o meno stressanti che incontriamo nel quotidiano.

Dagli studi sulla cognizione è ormai chiaro che la nostra percezione dello stress ha una diretta influenza sui processi di apprendimento in quanto va ad alterare la visione di sé, il processo di autovalutazione e il senso di auto-efficacia, aspetti che influiscono sul comportamento nel quotidiano.

GESTIRE L’ANSIA E LO STRESS

L’ansia non è di per sé un problema se limitata a piccoli episodi sporadici. Di solito riesce ad essere gestita e può addirittura aiutarci a comprendere meglio il nostro stato interiore. Le persone normalmente la vivono a causa del tenore della vita moderna.

Con quello che sta accadendo in questi ultimi anni siamo tutti sottoposti a stress in modo più o meno cosciente. Il rischio di stress è notevolmente aumentato a causa della pandemia. Le reazioni che appaiono sono soggettive e le più disparate. Il problema nasce nel momento in cui l’ansia prende il sopravvento sulla nostra vita.

Diverse persone nella vita arrivano a fare esperienza di uno stato alterato. La preoccupazione, lo stress e la paura toccano direttamente le attività del corpo come: le palpitazioni, il senso di equilibrio ed il respiro. In alcuni casi estremi sono accompagnati da nausea, dolore al petto e crampi allo stomaco. Si tratta di stati ansiosi che giungono al picco tramutandosi in veri e propri attacchi di panico. Questi  alterano a livello fisico tutte le funzioni di base dell’organismo andando ad alterare la naturale omeostasi. E’ stato dimostrato ormai che sono condizioni che vanno ad influire direttamente sul sistema immunitario.

I MECCANISMI FISIOLOGICI

Per una ragione fisiologica. se lo stress supera la nostra finestra di tolleranza attiva la risposta del sistema difensivo bloccando i processi corticali di ordine riflessivo. In poche parole, l’organismo, pensando di essere in emergenza, attiva una risposta automatica definita di attacco o fuga. Purtroppo, attiviamo questo sistema di risposte anche in casi in cui non c’è una vera emergenza perché il nostro sistema la rileva comunque come tale andando in tilt.

E così tutte le nostre funzioni esecutive quali processi di pianificazione, controllo, memoria e coordinazione del sistema cognitivo che governano l’attivazione e la modulazione di schemi e processi cognitivi vengono in quel particolare momento alterate tanto da non renderci capaci di mettere in atto l’elaborazione del problem solving.

Dall’ansia, a causa della risposta di attacco o fuga, possono derivare due tipi di comportamenti. Sono entrambi definibili eccessivi. Uno è l’eccesso di reazione dovuta alla rabbia, in cui non si riescono a controllare le scariche di adrenalina. L’altro è la paralisi dovuta alla paura in cui si rimane vittima delle proprie alterazioni psicofisiche.

In entrambi i casi l’ansia induce uno stato di respirazione alterata più o meno cosciente. Essa è tipica di chi deve affrontare una seria minaccia e adatto a reggere l’aumento delle pulsazioni cardiache. Il fiato può diventare corto e l’aria inspirata può facilmente rimanere solo nella parte alta invece di espandersi a tutto il torace anche aumentando il numero di atti respiratori al minuto.

La buona notizia, però, è che la respirazione può passare da sintomo passivo a strumento principale per sciogliere lo stato d’ansia, ed invece che vivere la sua modificazione come il risultato di un’alterazione di coscienza diviene lo strumento di empowerment con cui normalizzare nuovamente quest’ultimo invertendo la sequenza del processo.

LE SCUOLE DI PENSIERO

Esistono diverse scuole di pensiero. Tutte conducono ad eseguire tecniche di respirazione indotte in modo consapevole e graduale. Questo permette di automatizzare il processo o ricorrere ad esse nel momento del bisogno.

La relazione tra respirazione, benessere, consapevolezza e sviluppo spirituale è ben conosciuta. Viene praticata specie nelle discipline orientali: Qi-Gong, Tai Chi, Pranayama e meditazione Vipassana ne sono un esempio. Un’altra pratica utile è il Rebirthing. Si tratta di approccio introdotto in Occidente negli anni Sessanta/Settanta quando il ricercatore statunitense di medicine olistiche, Leonard Orr, ha riscoperto i benefici del respiro profondo e continuo in termini di “rinascita”.

Il respiro consapevole e la volontà sono i principi alla base di questa pratica. Possono essere usati in ogni momento per rilasciare la tensione e l’ansia, migliorare la concentrazione mentale e la nostra vitalità, affrontare una sfida e, perché no, liberare la nostra creatività.

Una respirazione profonda e piena massaggia e tonifica gli organi interni e i muscoli addominali e può dare sollievo alle sofferenze emotive.

UN ESERCIZIO DI REBIRTHING

È possibile praticarlo, per necessità o meno, in qualsiasi luogo e in ogni momento della giornata per almeno 10 minuti.

Si inizia sedendosi in una posizione comoda e portando attenzione al proprio respiro, seguendo il suo andamento naturale.

Si procede poi facendo almeno 3 respiri con una inspirazione consapevole, lenta e profonda.

Nei respiri successivi. quando i polmoni sono pieni d’aria, si lascia uscire il respiro. La forza dell’inspirazione e il naturale lavoro muscolare daranno luogo all’espirazione. Non c’è bisogno di controllo, il respiro uscirà da solo senza ricorrere a una spinta volontaria.

Finita l’espirazione ricomincia subito l’inspirazione, non bisogna lasciare alcuna pausa. E quando l’inspirazione avrà riempito i polmoni, si espira subito. Anche in questo caso senza fare pausa.

Il respiro avrà allora un andamento circolare, fluido, continuo che metterà in contatto con il profondo del proprio essere. Si consiglia di inspirare ed espirare dal naso.

Se lo stato è ansioso o comunque non piacevole espirare immaginando che ciò che si prova “esca” tramutato in fumo grigio e inspirare immaginando che entri insieme all’aria luce bianca, gioia, tranquillità e pace.

Pian piano la concentrazione sul respiro calmerà la mente. Si fermeranno i pensieri disturbanti e si indurrà uno stato di quiete. Praticando costantemente si può arrivare a sperimentare la pace.

LA MEDITAZIONE DEL RESPIRO

Un altro suggerimento che mi sento di dare è di utilizzare la meditazione del respiro. Bastano 10 minuti al giorno preferibilmente al mattino. Oppure si può praticare per 20 minuti divisi in 10 minuti al mattino appena svegli e 19 minuti la sera prima di andare a dormire. Se cominciate , ricordate che i benefici si ottengono solo se si pratica con costanza. Per ottenere una trasformazione è scientificamente provato che bisogna praticare minimo per 21 giorni consecutivi.

L’audio della mia meditazione lo potrete trovare fino a fine mese in offerta speciale a € 12,00 anziché € 18,00 cliccando qui.

RACCOMANDAZIONE: Se non vengono tratti benefici dall’esercizio di rebirthing e dalla meditazione e lo stato alterato persiste è comunque sempre bene contattare uno specialista.

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